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DSS 10
Comune Capofila: Mussomeli (CL)
Piazza della Repubblica
Telefono: 0934 961111
P.I. 01105210858

Casuali ritrovamenti archeologici fanno ipotizzare che Vallelunga sia stata abitata fina dall'età del bronzo, come dimostra il rinvenimento, ad opera del Dott. Tommaso Moscati ("dutturi Gigiu"), illustre personaggio vallelunghese, di una ricca tomba, scoperta intorno al 1915 durante il rimboschimento di una parte di terreno sulla collina "Tanarizzi" situata a nord dell'abitato. Tali resti furono inviati ed esaminati nel 1930 dall'archeologo Paolo Orsi ed in seguito, nel 1956, dall'archeologo Bernabò Brea. Si tratta di reperti, risalenti al 1800 a.c. circa, che sono uno dei pochi esempi di cultura dell'entroterra siciliano. Reperti analoghi furono ritrovati nella città di Tindari e Rodi Milici nel messinese. All'epoca del rinvenimento, per assenza di un luogo ove poterli conservare in assoluta sicurezza, i reperti vennero trasferiti al museo archeologico "Paolo Orsi" di Siracusa, dove oggi è possibile ammirarli.
Il corredo funerario, si pensa appartenente ad un nucleo familiare formato da sei adulti, è composto da ampi bacili, fruttiere su alti piedi, una serie di tazze di argilla con alte pareti fornite di altissime anse in stile "Castelluccio" e da tazze-attingitoi fornite di ansa ad orecchio equino con appendice a coda di rondine in stile "Rodi-Tindari-Vallelunga". Nel luogo del ritrovamento è stata realizzata una ricostruzione, oggi visibile, della "Tomba di Vallelunga".
Altro ritrovamento archeologico significativo è stato fatto a sud est del centro abitato in contrada "Casabella", dove si suppone che anticamente siano esistiti i resti di una villa-fattoria tardo-romana, risalente al III secolo d.c. Purtroppo di tali ritrovamenti non si hanno documenti ufficiali ma soltanto leggende tramandate dalla cultura popolare e fortunosi rinvenimenti di monete in metallo pregiato. Secondo un canto popolare, il luogo ove rea collocato il sito, denominato "Giarratana", già nucleo abitato da numerose famiglie di contadini, pare sia stato interamente distrutto dal terribile terremoto che sconvolse la Sicilia l'undici gennaio 1639.
Il luogo ove sorgeva "Giarratana" è stato recintato dalla Sovrintendenza ai beni archeologici di Agrigento ma i lavori necessari a riportare alla luce il sito, dopo poco tempo, sono stati sospesi per mancanza delle necessarie risorse finanziarie. I reperti rinvenuti nell'insediamento e nell'attigua necropoli, si riducono a frammenti di brocche, vasi, tegole, giare ed un bellissimo pavimento in mosaico di grande effetto.
Vallelunga, inizialmente "Vallislonge", esisteva già come feudo nella seconda metà del '300 sotto il potente barone palermitano Giovanni di Caltagirone.
Solo nella prima metà del secolo XV, con Don Pietro Marino, nobile termitano, sorse il primo centro abitato. Don Pietro Marino, infatti, ottenendo nel 1633 dal Vicerè Duca di Ayala la "licentia populandi", diede vita ad un forte movimento migratorio trasformando il primo nucleo abitativo in un feudo nobile e popolato al quale venne dato il nome di "Terra Marini". Con la dinastia dei Papè, principi di Valdina (1645-1812) il feudo riprendeva la sua originaria denominazione di "Vallislonge".
Nel 1671 Don Giacinto Papè, con il privilegio di Re Carlo II di Spagna, ottenne il titolo di Duca sulla terra della Baronia di Vallelunga da denominarsi "Prato Ameno". Tale titolo comprendeva il feudo con un ameno giardino e casa signorile posta in un fondovalle a nord ovest del feudo Magazzenaccio, oggi chiamata contrada "Giardino".
Vallelunga tra un alternarsi di periodi di crisi e di benessere continuò il suo progresso negli anni successivi arricchendosi culturalmente e sviluppandosi economicamente fino a diventare un vero e proprio paese evoluto e bene organizzato anche se, negli ultimi decenni, risentendo di una perdurante crisi socio-economica, ha subito un massiccio fenomeno migratorio.
Oggi conta una popolazione di circa 3.750 abitanti (al 31.12.2007).